Le spese sanitarie costituiscono la più
comune diffusa categoria di oneri
detraibili. Ma cos’è esattamente una
detrazione?
In sintesi, i
redditi del contribuente sono sommati e, sul risultato complessivo, si
applicano le aliquote progressive per scaglioni previste dalla legge (la più
piccola è del 23% per i redditi fino a 15.000 euro, mentre la più elevata è del
43% per i redditi superiori a 75.000 euro); determiniamo così l’IRPEF lorda. Ma
per scoprire l’imposta effettivamente a carico del contribuente, occorre anche
sottrarre da questo valore le detrazioni, fra cui, per l’appunto, quelle
previste per le spese sanitarie.
Per l’esattezza,
le spese sanitarie sono detraibili oltre
una franchigia pari a € 129,11. Sulle spese che superano la franchigia,
occorre calcolare il 19%, e il
risultato è la detrazione applicabile.
Per esempio,
immaginiamo che il contribuente spenda nel corso dell’anno € 729,11 per oneri
sanitari; togliendo la franchigia resteranno € 600 tondi a disposizione, e
applicando l’aliquota del 19% otterremo 114 euro. Questo significa che il
contribuente avrà un risparmio d’imposta pari a € 114.
Però occorre
chiarire che il discorso si applica solo sull’IRPEF, l’imposta sui redditi.
Questa detrazione non ha alcun effetto sulle addizionali regionale e comunale,
sull’IRAP e così via.
Né vale per
imprenditori e professionisti aderenti al regime agevolato dei contribuenti
minimi: essi infatti non applicano l’IRPEF sui redditi della loro attività,
bensì un’imposta sostitutiva che non contempla detrazioni.
Chiarito tutto
questo, quali sono le spese sanitarie
che dobbiamo considerare? In linea generale, si tratta di tutti gli oneri
sostenuti per la propria salute: visite specialistiche, acquisti di medicinali
o di protesi, spese odontoiatriche… Naturalmente è indispensabile che queste
spese siano state sostenute nel corso dell’anno di nostro interesse, e che
siano documentate da una fattura
intestata al contribuente.
Tuttavia, si
possono dedurre (al 100%, oppure al 50% se è a carico anche del coniuge) anche
le spese sostenute per conto di un familiare
a carico, e questo anche se il documento è intestato a lui.
Fino a qui il
discorso sembra tutto sommato semplice; ma si complica parecchio quando andiamo
a spulciare gli scontrini della farmacia, come vedremo nella prossima puntata.



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