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lunedì 13 aprile 2015

Arriva il 730 precompilato! - Seconda parte



Cosa succede qualora il contribuente non intenda accettare e utilizzare il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate? Ci sono diverse possibilità.
Innanzitutto, egli dovrà rivolgersi ad un soggetto terzo: un CAF, un intermediario autorizzato oppure il loro sostituto d’imposta (qualora presti questi servizi); questa figura avrà l’incarico di verificare la correttezza dei dati e dei documenti presentati - inclusi quelli presenti nel precompilato - e apporre il visto di conformità, ossia l’attestazione che quanto dichiarato corrisponde al vero. 
Superato questo passaggio, il contribuente non avrà altre seccature: tutti i relativi controlli, infatti, saranno disposti nei confronti del soggetto terzo; se risulteranno errori, sarà il soggetto terzo a dover pagare le sanzioni, gli interessi e la quota di imposte che normalmente si sarebbe dovuto chiedere al contribuente (su questo aspetto, peraltro, i sospetti di incostituzionalità sono molto forti). L’insieme di queste voci è chiamato dai giornali “maxisanzione”. In realtà, il sostituto d’imposta è esentato dalla maxisanzione, mentre CAF e altri intermediaria la dovranno subire tutta. Tutto ciò a meno che non si possa dimostrare che il contribuente ha agito con dolo (ad esempio falsificando le spese deducibili) oppure se le inesattezze riguardano dati su cui il terzo non poteva che fidarsi delle parole del contribuente (ad esempio, qualora egli abbia dichiarato di avere la moglie a carico).


Può però capitare che, dopo l’invio, il soggetto terzo si accorga in ritardo di errori e incompletezze che potrebbero far scattare la maxisanzione. In tal caso, dovrà avvisare il contribuente e chiedergli l’autorizzazione a modificare la dichiarazione dei redditi entro il 10 novembre; se il cittadino tuttavia si rifiuta, il terzo manderà una comunicazione apposita all’Agenzia delle Entrate inviando un modello ministeriale ad hoc ancora tutto da scoprire, entro la stessa scadenza. In queste situazioni costui eviterà la maxisanzione (gli toccheranno però la sanzione semplice e gli interessi), mentre le imposte saranno addebitate al contribuente.
Può anche capitare che il contribuente desideri trascurare del tutto il 730 precompilato e farlo redigere dalla A alla Z dal CAF o intermediario. Si parla in questo caso di 730 ordinario e tale ipotesi è del tutto parificata a quella del 730 precompilato e modificato: anche in questo caso, infatti, la scadenza è quella del 7 luglio, il soggetto terzo dovrà apporre il visto di conformità e le conseguenze in termini di maxisanzione sono esattamente le stesse. Il medesimo discorso, ancora, si applica anche per quei contribuenti che, pur abilitati a trasmettere il 730, non hanno avuto a disposizione il modello precompilato perché ricorreva uno di quei casi in cui l’Agenzia delle Entrate non ha potuto redigerlo.


Resta infine salva un’ultima possibilità: precompilato o meno, tutti i contribuenti possono redigere e inviare (anche per proprio conto) il ben più complesso modello UNICO PF. In tal caso la scadenza è fissata al 30 settembre e le conseguenze in termini di controlli, rimborsi, pagamenti seguono vie del tutto differenti.

mercoledì 8 aprile 2015

Arriva il 730 precompilato! - Prima parte



Da poco meno di un anno è stato annunciato in pompa magna, sebbene per questo 2015 sia da considerarsi solamente sperimentale: parliamo del modello 730 precompilato, ossia la dichiarazione dei redditi riservata a dipendenti e pensionati già predisposta dall’Agenzia delle Entrate. Ma siccome l’argomento è lungo, lo spezzeremo in due puntate!



Dichiarazione sperimentale, dicevamo: e infatti per questa tornata sono numerose le voci per le quali l’Agenzia non dispone ancora delle informazioni necessarie e ha dovuto dunque lasciare in bianco i relativi campi, spese sanitarie in primis.
Con il trascorrere degli anni, il meccanismo dovrebbe divenire sempre più rodato nonché più familiare ai contribuenti italiani; tuttavia, essendo questo il primo anno, è del tutto normale che i cittadini siano un po’ spaesati e bisognosi di informazioni.
Prima di tutto, sfatiamo la più diffusa delle bufale: il 730 precompilato non verrà recapitato a casa di nessuno. Per ottenerlo ed eventualmente stamparlo occorre che ognuno se lo vada a cercare sul web abilitandosi ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Operazione non così veloce, dato che per questioni di sicurezza dei dati sensibili, parte del codice PIN sarà trasmesso a casa del contribuente dopo diversi giorni dalla richiesta, e per questo motivo è meglio cominciare a darsi da fare da subito. In alternativa, si può ottenere lo scarico del 730 mediante un intermediario autorizzato, munendolo di apposita delega.


L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione il 730 precompilato a partire dal 15 aprile: ancora pochi giorni, dunque, e potremo finalmente vedere come sarà fatto e quanto sarà completo (o incompleto). Di certo, sappiamo che oltre alla dichiarazione sarà visibile una scheda informativa in cui saranno indicate le fonti di tutti i dati inseriti: le certificazioni uniche dei sostituti d’imposta, la dichiarazione dell’anno precedente e così via.
Comunque, non a tutti i contribuenti sarà messo a disposizione il 730 precompilato: saranno esclusi innanzitutto i soggetti diversi dalle persone fisiche, coloro che hanno detenuto anche per un solo giorno la partita IVA nel 2014, coloro che non hanno avuto nel medesimo anno redditi da lavoro dipendente, da pensione o assimilati, nonché coloro che hanno presentato nei mesi scorsi dichiarazioni integrative rispetto all’originale (a meno che, cosa improbabile, i relativi controlli automatici non siano già stati espletati).
I contribuenti che invece avranno a disposizione il 730 precompilato avranno diverse strade davanti a sé.


Innanzitutto, potranno accettarlo così com’è e, in tale ipotesi, avranno la facoltà di inviarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio. A quel punto la dichiarazione sarà sostanzialmente definitiva, e a meno di fatti eccezionali non ci saranno ulteriori conseguenze. Per di più, se il contribuente avrà diritto ad un rimborso superiore a 4.000 euro questo gli sarà attribuito senza esitazioni, laddove normalmente richieste di rimborso così elevate impongono controlli severi.
E se invece si desidera apportare modifiche al modello precompilato? Beh, di questo ne parliamo la prossima volta!



martedì 10 marzo 2015

Due per Mille



Il meccanismo del Cinque per Mille piace molto agli italiani e gode di consensi sostanzialmente unanimi. Molto più controverso è l’Otto per Mille, su cui da decenni si scontrano le opposte convinzioni sul tema della laicità dello Stato. Ma nessun meccanismo del genere riscuote così scarso successo quanto l’ultimo nato, il fantomatico Due per Mille, di cui tantissimi contribuenti ancora oggi non sanno assolutamente nulla. 


Eppure esso ha già esordito lo scorso anno, con le dichiarazioni 2014 riferite al 2013. Si trattava di compilare e spedire una scheda a parte rispetto alla dichiarazione dei redditi, e probabilmente questo ne ha segnato un ulteriore motivo di scarsa applicazione; da quest’anno, invece, i riquadri di scelta costituiscono parte integrante dei modelli 730 e UNICO PF.
Ma più che la forma, a creare il vero problema è il merito dell’opzione di cui parliamo. Non abbiamo ancora dati ufficiali ma solo anticipazioni giornalistiche, e per motivi tecnici non li avremo prima della primavera 2016, ma la sensazione di chi scrive e di quasi ogni altro osservatore è che si tratti di un flop epocale, che a suo tempo presenterà notevoli ripercussioni sul mondo politico. Per capirci, solo il 5% circa dei contribuenti seguiti da chi scrive ha espresso una sua scelta nel 2014. 


Dopo aver definito il quadro, vediamo ora di chiarire di cosa stiamo parlando: della contribuzione al sistema dei partiti politici. In parallelo alla progressiva soppressione del finanziamento pubblico ai partiti deliberato poco più di un anno fa, infatti, si sono introdotti incentivi fiscali alla donazione spontanea nonché, per l’appunto, la possibilità di donar loro anche lo 0,2% della propria IRPEF. Come per Otto e Cinque per Mille il discorso riguarda esclusivamente l’imposta sul reddito delle persone fisiche, escludendo ogni altro genere di tributo. Se il contribuente non effettua alcuna scelta, il Due per Mille non è attribuito a nessuno e rimane nelle casse erariali.
  

I partiti che possono beneficiare della contribuzione sono coloro che dispongono di uno statuto redatto per atto pubblico e che garantisca elementi di democraticità al proprio interno. Non sappiamo ancora i potenziali beneficiari della prossima dichiarazione, mentre in relazione alle dichiarazioni 2014 si trattava delle seguenti forze politiche (in ordine rigorosamente alfabetico): Forza Italia, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Nord, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Partito Socialista Italiano, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Südtiroler Volkspartei, Scelta Civica, UDC, Union Valdôtaine.