Da poco meno di un
anno è stato annunciato in pompa magna, sebbene per questo 2015 sia da
considerarsi solamente sperimentale: parliamo del modello 730 precompilato, ossia la dichiarazione dei redditi
riservata a dipendenti e pensionati già predisposta dall’Agenzia delle Entrate.
Ma siccome l’argomento è lungo, lo spezzeremo in due puntate!
Dichiarazione sperimentale,
dicevamo: e infatti per questa tornata sono numerose le voci per le quali
l’Agenzia non dispone ancora delle informazioni necessarie e ha dovuto dunque
lasciare in bianco i relativi campi, spese
sanitarie in primis.
Con il trascorrere
degli anni, il meccanismo dovrebbe divenire sempre più rodato nonché più
familiare ai contribuenti italiani; tuttavia, essendo questo il primo anno, è
del tutto normale che i cittadini siano un po’ spaesati e bisognosi di
informazioni.
Prima di tutto,
sfatiamo la più diffusa delle bufale: il 730 precompilato non verrà recapitato a casa di nessuno. Per ottenerlo ed
eventualmente stamparlo occorre che ognuno se lo vada a cercare sul web abilitandosi
ai servizi telematici dell’Agenzia delle
Entrate. Operazione non così veloce, dato che per questioni di sicurezza
dei dati sensibili, parte del codice PIN sarà trasmesso a casa del contribuente
dopo diversi giorni dalla richiesta, e per questo motivo è meglio cominciare a
darsi da fare da subito. In alternativa, si può ottenere lo scarico del 730
mediante un intermediario autorizzato, munendolo di apposita delega.
L’Agenzia delle
Entrate metterà a disposizione il 730 precompilato a partire dal 15 aprile: ancora pochi giorni, dunque,
e potremo finalmente vedere come sarà fatto e quanto sarà completo (o
incompleto). Di certo, sappiamo che oltre alla dichiarazione sarà visibile una scheda informativa in cui saranno indicate le fonti di tutti i dati
inseriti: le certificazioni uniche dei sostituti d’imposta, la dichiarazione
dell’anno precedente e così via.
Comunque, non a
tutti i contribuenti sarà messo a disposizione il 730 precompilato: saranno esclusi innanzitutto i soggetti diversi
dalle persone fisiche, coloro che hanno detenuto anche per un solo giorno la
partita IVA nel 2014, coloro che non hanno avuto nel medesimo anno redditi da
lavoro dipendente, da pensione o assimilati, nonché coloro che hanno presentato
nei mesi scorsi dichiarazioni integrative rispetto all’originale (a meno che,
cosa improbabile, i relativi controlli automatici non siano già stati
espletati).
I contribuenti che
invece avranno a disposizione il 730 precompilato avranno diverse strade davanti a sé.
Innanzitutto,
potranno accettarlo così com’è e, in
tale ipotesi, avranno la facoltà di inviarlo direttamente all’Agenzia delle
Entrate entro il 7 luglio. A quel punto la dichiarazione sarà sostanzialmente
definitiva, e a meno di fatti eccezionali non ci saranno ulteriori conseguenze.
Per di più, se il contribuente avrà diritto ad un rimborso superiore a 4.000
euro questo gli sarà attribuito senza esitazioni, laddove normalmente richieste
di rimborso così elevate impongono controlli severi.
E se invece si
desidera apportare modifiche al
modello precompilato? Beh, di questo ne parliamo la prossima volta!



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