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martedì 10 marzo 2015

Due per Mille



Il meccanismo del Cinque per Mille piace molto agli italiani e gode di consensi sostanzialmente unanimi. Molto più controverso è l’Otto per Mille, su cui da decenni si scontrano le opposte convinzioni sul tema della laicità dello Stato. Ma nessun meccanismo del genere riscuote così scarso successo quanto l’ultimo nato, il fantomatico Due per Mille, di cui tantissimi contribuenti ancora oggi non sanno assolutamente nulla. 


Eppure esso ha già esordito lo scorso anno, con le dichiarazioni 2014 riferite al 2013. Si trattava di compilare e spedire una scheda a parte rispetto alla dichiarazione dei redditi, e probabilmente questo ne ha segnato un ulteriore motivo di scarsa applicazione; da quest’anno, invece, i riquadri di scelta costituiscono parte integrante dei modelli 730 e UNICO PF.
Ma più che la forma, a creare il vero problema è il merito dell’opzione di cui parliamo. Non abbiamo ancora dati ufficiali ma solo anticipazioni giornalistiche, e per motivi tecnici non li avremo prima della primavera 2016, ma la sensazione di chi scrive e di quasi ogni altro osservatore è che si tratti di un flop epocale, che a suo tempo presenterà notevoli ripercussioni sul mondo politico. Per capirci, solo il 5% circa dei contribuenti seguiti da chi scrive ha espresso una sua scelta nel 2014. 


Dopo aver definito il quadro, vediamo ora di chiarire di cosa stiamo parlando: della contribuzione al sistema dei partiti politici. In parallelo alla progressiva soppressione del finanziamento pubblico ai partiti deliberato poco più di un anno fa, infatti, si sono introdotti incentivi fiscali alla donazione spontanea nonché, per l’appunto, la possibilità di donar loro anche lo 0,2% della propria IRPEF. Come per Otto e Cinque per Mille il discorso riguarda esclusivamente l’imposta sul reddito delle persone fisiche, escludendo ogni altro genere di tributo. Se il contribuente non effettua alcuna scelta, il Due per Mille non è attribuito a nessuno e rimane nelle casse erariali.
  

I partiti che possono beneficiare della contribuzione sono coloro che dispongono di uno statuto redatto per atto pubblico e che garantisca elementi di democraticità al proprio interno. Non sappiamo ancora i potenziali beneficiari della prossima dichiarazione, mentre in relazione alle dichiarazioni 2014 si trattava delle seguenti forze politiche (in ordine rigorosamente alfabetico): Forza Italia, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Nord, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Partito Socialista Italiano, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Südtiroler Volkspartei, Scelta Civica, UDC, Union Valdôtaine.

venerdì 27 febbraio 2015

Otto per Mille



Iniziamo oggi un piccolo viaggio alla scoperta dei meccanismi dell’Otto, del Cinque e del Due per Mille, ovverosia i tre meccanismi complementari che consentono, a chi lo desidera, di destinare una parte delle proprie imposte a soggetti differenti dall’Erario.
Iniziamo dal più noto e tradizionale, l’Otto per Mille. Tale meccanismo consente (o, più esattamente: obbliga) l’attribuzione dello 0,8% della propria IRPEF annuale ad un ente di natura religiosa. Perché abbiamo sottolineato la parola “obbliga”? Poiché, a differenza del Cinque e del Due per Mille, il meccanismo dell’Otto per Mille si applica a tutti i contribuenti, volenti, nolenti e perfino indifferenti.
 


Infatti, nell’ipotesi che il contribuente non desideri esprimere alcuna preferenza, il suo Otto per Mille viene comunque attribuito a tutti i soggetti in gara, in proporzione alle preferenze espresse dalla totalità degli italiani, ad eccezione delle Assemblee di Dio in Italia e della Chiesa Apostolica che hanno rinunciato a tale possibilità devolvendola allo Stato.
Quello degli indifferenti è un tema assai rilevante, considerando che ogni anno solo il 40% dei contribuenti esprime una scelta, che però di fatto finisce per condizionare anche il restante 60% che invece non adotta alcuna decisione.
È da notare inoltre che il discorso riguarda esclusivamente l’IRPEF, e cioè l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Non rientrano perciò in alcun modo nel calcolo: le imposte differenti da quelle sul reddito; le addizionali regionali e comunali; le imposte sul reddito sostitutive dell’IRPEF incluse le diverse forme di tassazione separata; le imposte sul reddito applicate a soggetti diversi dalle persone fisiche.


A questo punto, vediamo in cosa consiste la platea dei beneficiari, che con il passare degli anni è andata sempre più crescendo. C’è innanzitutto la Chiesa Cattolica, a favore della quale fu istituito in origine il meccanismo in virtù della revisione dei Patti Lateranensi nel 1984; e naturalmente si tratta anche del soggetto che beneficia del maggior numero di adesioni, pari ogni anno a circa l’80% delle scelte espresse.
Ci sono poi numerose altre confessioni religiose che negli anni hanno stipulato accordi analoghi con il Governo italiano: Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Evangelica Valdese, la Chiesa Evangelica Luterana, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, l’Unione Buddhista Italiana, l’Unione Induista Italiana, la Chiesa Apostolica in Italia e l’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia. Da molto tempo si attende lo sbarco nel mondo dell’Otto per Mille per le comunità islamiche, con cui le trattative sono in corso e che presumibilmente, quando sarà il momento, si porranno agevolmente al secondo posto fra le confessioni prescelte dai contribuenti.
Rimane infine la possibilità di destinare l’Otto per Mille allo Stato, che lo dovrebbe utilizzare specificatamente per scopi sociali e umanitari, sebbene di fatto una buona parte di questi fondi sia stornata quasi ogni anno per coprire buchi sparsi nel bilancio pubblico.



Come si esprime la propria scelta? Mettendo una firma nell’apposito riquadro contenuto nella scheda 730-1 oppure nel frontespizio del modello UNICO-PF, secondo i casi. Chi invece fosse esonerato dalla dichiarazione dei redditi, può comunque esprimere la sua scelta consegnando la medesima scheda al proprio sostituto d’imposta o al CAF.