Il meccanismo del
Cinque per Mille piace molto agli italiani e gode di consensi sostanzialmente
unanimi. Molto più controverso è l’Otto per Mille, su cui da decenni si
scontrano le opposte convinzioni sul tema della laicità dello Stato. Ma nessun
meccanismo del genere riscuote così scarso successo quanto l’ultimo nato, il
fantomatico Due per Mille, di cui
tantissimi contribuenti ancora oggi non sanno assolutamente nulla.
Eppure esso ha già esordito lo scorso anno, con le
dichiarazioni 2014 riferite al 2013. Si trattava di compilare e spedire una
scheda a parte rispetto alla dichiarazione dei redditi, e probabilmente questo
ne ha segnato un ulteriore motivo di scarsa applicazione; da quest’anno,
invece, i riquadri di scelta costituiscono parte integrante dei modelli 730 e
UNICO PF.
Ma più che la
forma, a creare il vero problema è il merito dell’opzione di cui parliamo. Non
abbiamo ancora dati ufficiali ma solo anticipazioni giornalistiche, e per
motivi tecnici non li avremo prima della primavera 2016, ma la sensazione di
chi scrive e di quasi ogni altro osservatore è che si tratti di un flop epocale, che a suo tempo
presenterà notevoli ripercussioni sul mondo politico. Per capirci, solo il 5%
circa dei contribuenti seguiti da chi scrive ha espresso una sua scelta nel
2014.
Dopo aver definito
il quadro, vediamo ora di chiarire di cosa stiamo parlando: della contribuzione al sistema dei partiti
politici. In parallelo alla progressiva soppressione del finanziamento
pubblico ai partiti deliberato poco più di un anno fa, infatti, si sono
introdotti incentivi fiscali alla donazione spontanea nonché, per l’appunto, la
possibilità di donar loro anche lo 0,2% della propria IRPEF. Come per Otto e
Cinque per Mille il discorso riguarda esclusivamente l’imposta sul reddito
delle persone fisiche, escludendo ogni altro genere di tributo. Se il
contribuente non effettua alcuna scelta,
il Due per Mille non è attribuito a nessuno e rimane nelle casse erariali.
I partiti che
possono beneficiare della contribuzione sono coloro che dispongono di uno
statuto redatto per atto pubblico e che garantisca elementi di democraticità al proprio interno. Non sappiamo ancora i
potenziali beneficiari della prossima dichiarazione, mentre in relazione alle
dichiarazioni 2014 si trattava delle seguenti forze politiche (in ordine rigorosamente alfabetico): Forza Italia,
Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Nord, Partito Autonomista Trentino
Tirolese, Partito Socialista Italiano, Partito Democratico, Sinistra Ecologia
Libertà, Südtiroler Volkspartei, Scelta Civica, UDC, Union Valdôtaine.



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