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mercoledì 1 ottobre 2014

Correggere il 730



In primavera, da buon cittadino, hai presentato il tuo modello 730 ma ora hai scoperto che qualcosa non andava? Hai comunque la possibilità, e talvolta l’obbligo, di correggerlo.
Si tratta di una mera facoltà se le correzioni da apportare vanno a tuo vantaggio: per esempio, ti sei accorto di non aver scaricato alcuni oneri detraibili. In tal caso, sta a te decidere se vale la pena integrare il 730 o metterci una pietra sopra.




Sei invece obbligato qualora dalle integrazioni da apportare emerge che il tuo debito è più elevato di quanto dichiarato a suo tempo, o il tuo credito è in realtà meno sostanzioso di quanto ti è stato rimborsato.
Puoi rivolgerti al tuo CAF di fiducia o ad un professionista abilitato per eseguire il lavoro. Se si tratta dello stesso a cui ti eri rivolto in primavera, è sufficiente portarti dietro i documenti comprovanti le sole modifiche da apportare; se invece ti rivogli ad un nuovo intermediario, allora devi mostrargli l’intera documentazione, inclusa quella che non subisce modifiche.
Se vuoi continuare ad usare il canale del 730, devi darti da fare entro il 25 ottobre, e così a dicembre il tuo sostituto d’imposta provvederà ad eseguire i conguagli a debito o a credito sulla tua busta-paga o sulla tua pensione.
Altrimenti puoi usare il modello UNICO, e i tempi si allungano a dismisura (la scadenza diventa il 30 settembre 2015). Chiaramente in questa ipotesi non ci sarà nessun conguaglio in busta-paga: perciò se hai un credito d’imposta, devi richiederlo a rimborso per le vie ordinarie (e ci vorrà qualche anno prima di vedere quei soldi), oppure tenere il credito nel cassetto e sfruttarlo per compensare qualche altra imposta in un successivo modello F24.




Se invece hai un debito, lo devi versare per conto tuo tramite modello F24: e dato che avresti dovuto pagare entro il 16 giugno, dovrai ricorrere alla procedura del ravvedimento operoso e applicare le sanzioni ridotte nella misura del 3,75% e pagare gli interessi secondo il tasso dell’1% annuo.

mercoledì 17 settembre 2014

F24: nuove regole ad ottobre



Creato quasi una ventina d’anni fa, il modello F24 è il fedele compagno d’avventura dei contribuenti italiani: è infatti grazie a lui che possiamo pagare una grande parte di tasse, imposte, contributi e balzelli vari. 


Molti lo maledicono, ma la sua praticità è indubbia: una volta che si impara a districarsi nella sua compilazione, infatti, il suo utilizzo è molto facile e veloce. Ma il suo vantaggio più evidente, e preso a modello di ispirazione da altre legislazioni europee, è la possibilità di compensare crediti e debiti di natura diversa, consentendo al cittadino che ha pagato troppo di non dover attendere anni e anni prima di vedere i suoi soldi indietro, potendo infatti compensare tale credito con altri tributi dovuti.
E proprio per l’immediatezza della compensazione, negli anni si sono stratificati gli abusi da parte degli utenti più smaliziati. L’ipotesi più immediata è quella di pagare un debito reale con un credito totalmente inventato; e quando un giorno l’Agenzia delle Entrate chiederà conto di quell’importo, lo si salderà con un altro credito fittizio, e così in avanti.
Senza cercare di elencare le numerose norme anti-furbetto che si sono succedute nel tempo, soffermiamoci sulle più recenti, la cui finalità è quella di velocizzare i controlli (ma anche di favorire la telematica e ridurre l’utilizzo della carta). Queste regole sono state introdotte alcuni mesi fa, ma con entrata in vigore a partire dal prossimo mercoledì 1 ottobre.


Già oggi tutti i contribuenti dotati di partita IVA sono tenuti ad elaborare per via telematica i propri modelli F24, agganciandoli ad un proprio conto corrente: o tramite i servizi di home banking adottati dalla propria banca di fiducia, o sfruttando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) previa la procedura di identificazione e autenticazione.
I contribuenti privi di partita IVA, invece, possono come alternativa stampare un modello F24 cartaceo e presentarlo agli sportelli di qualsiasi banca, ufficio postale oppure di Equitalia.
Da ottobre, però, l’utilizzo del cartaceo sarà fortemente limitato: infatti ogni qual volta nel modello ci sarà una compensazione di qualsiasi importo, oppure allorché le somme da pagare eccedono i mille euro, la strada cartacea sarà sbarrata e diventerà obbligatorio ricorrere alla soluzione telematica.
Ma non solo: per tutti i contribuenti (con o senza partita IVA), quando si vorrà utilizzare un modello F24 a saldo zero - in cui cioè debiti e crediti si compensano completamente – anche l’home banking sarà inutilizzabile: la via obbligata sarà quindi ricorrere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.


Se il contribuente è poco avvezzo all’uso del computer e non se la sente di agire in prima persona, può delegare un commercialista o un altro intermediario abilitato affinché paghi al posto suo: in tal caso l’addebito andrà sul conto corrente di quest’ultimo. Ovviamente, però, non solo bisognerà rimborsarlo ma anche pagargli il servizio.
Infine, un piccolo consiglio. Se siete abituati all’home banking e non avete voglia di ricorrere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, fate una cosa semplicissima: non compilate mai più modelli F24 a saldo zero. Non utilizzate subito tutto il credito a vostra disposizione e lasciate un piccolo debito da pagare, magari un euro o addirittura un centesimo, cosicché niente vi potrà impedire di continuare a utilizzare il caro, vecchio home banking. E quel tot di credito non sfruttato questa volta resterà serbato nel cassetto, pronto a tornare utile alla prossima occasione.