mercoledì 17 settembre 2014

F24: nuove regole ad ottobre



Creato quasi una ventina d’anni fa, il modello F24 è il fedele compagno d’avventura dei contribuenti italiani: è infatti grazie a lui che possiamo pagare una grande parte di tasse, imposte, contributi e balzelli vari. 


Molti lo maledicono, ma la sua praticità è indubbia: una volta che si impara a districarsi nella sua compilazione, infatti, il suo utilizzo è molto facile e veloce. Ma il suo vantaggio più evidente, e preso a modello di ispirazione da altre legislazioni europee, è la possibilità di compensare crediti e debiti di natura diversa, consentendo al cittadino che ha pagato troppo di non dover attendere anni e anni prima di vedere i suoi soldi indietro, potendo infatti compensare tale credito con altri tributi dovuti.
E proprio per l’immediatezza della compensazione, negli anni si sono stratificati gli abusi da parte degli utenti più smaliziati. L’ipotesi più immediata è quella di pagare un debito reale con un credito totalmente inventato; e quando un giorno l’Agenzia delle Entrate chiederà conto di quell’importo, lo si salderà con un altro credito fittizio, e così in avanti.
Senza cercare di elencare le numerose norme anti-furbetto che si sono succedute nel tempo, soffermiamoci sulle più recenti, la cui finalità è quella di velocizzare i controlli (ma anche di favorire la telematica e ridurre l’utilizzo della carta). Queste regole sono state introdotte alcuni mesi fa, ma con entrata in vigore a partire dal prossimo mercoledì 1 ottobre.


Già oggi tutti i contribuenti dotati di partita IVA sono tenuti ad elaborare per via telematica i propri modelli F24, agganciandoli ad un proprio conto corrente: o tramite i servizi di home banking adottati dalla propria banca di fiducia, o sfruttando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) previa la procedura di identificazione e autenticazione.
I contribuenti privi di partita IVA, invece, possono come alternativa stampare un modello F24 cartaceo e presentarlo agli sportelli di qualsiasi banca, ufficio postale oppure di Equitalia.
Da ottobre, però, l’utilizzo del cartaceo sarà fortemente limitato: infatti ogni qual volta nel modello ci sarà una compensazione di qualsiasi importo, oppure allorché le somme da pagare eccedono i mille euro, la strada cartacea sarà sbarrata e diventerà obbligatorio ricorrere alla soluzione telematica.
Ma non solo: per tutti i contribuenti (con o senza partita IVA), quando si vorrà utilizzare un modello F24 a saldo zero - in cui cioè debiti e crediti si compensano completamente – anche l’home banking sarà inutilizzabile: la via obbligata sarà quindi ricorrere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.


Se il contribuente è poco avvezzo all’uso del computer e non se la sente di agire in prima persona, può delegare un commercialista o un altro intermediario abilitato affinché paghi al posto suo: in tal caso l’addebito andrà sul conto corrente di quest’ultimo. Ovviamente, però, non solo bisognerà rimborsarlo ma anche pagargli il servizio.
Infine, un piccolo consiglio. Se siete abituati all’home banking e non avete voglia di ricorrere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, fate una cosa semplicissima: non compilate mai più modelli F24 a saldo zero. Non utilizzate subito tutto il credito a vostra disposizione e lasciate un piccolo debito da pagare, magari un euro o addirittura un centesimo, cosicché niente vi potrà impedire di continuare a utilizzare il caro, vecchio home banking. E quel tot di credito non sfruttato questa volta resterà serbato nel cassetto, pronto a tornare utile alla prossima occasione.

Nessun commento:

Posta un commento

Vuoi saperne di più? Siamo a tua disposizione!