A partire da oggi, lo Studio Aymerich inizia la sua collaborazione con il portale Pronto Professionista. Nasce dunque una serie parallela di articoli, di cui daremo regolarmente conto sul nostro blog.
Il primo articolo, appena pubblicato, concerne le modalità di pagamento del modello F24 e i vincoli che occorre rispettare. Correte a leggerlo!
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venerdì 5 febbraio 2016
Come pagare il modello F24
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mercoledì 17 settembre 2014
F24: nuove regole ad ottobre
Creato quasi una
ventina d’anni fa, il modello F24 è
il fedele compagno d’avventura dei contribuenti italiani: è infatti grazie a
lui che possiamo pagare una grande parte di tasse, imposte, contributi e
balzelli vari.
Molti lo maledicono, ma la
sua praticità è indubbia: una volta che si impara a districarsi nella sua
compilazione, infatti, il suo utilizzo è molto facile e veloce. Ma il suo
vantaggio più evidente, e preso a modello di ispirazione da altre legislazioni
europee, è la possibilità di compensare
crediti e debiti di natura diversa, consentendo al cittadino che ha pagato
troppo di non dover attendere anni e anni prima di vedere i suoi soldi
indietro, potendo infatti compensare tale credito con altri tributi dovuti.
E proprio per
l’immediatezza della compensazione, negli anni si sono stratificati gli abusi da parte degli utenti più smaliziati.
L’ipotesi più immediata è quella di pagare un debito reale con un credito
totalmente inventato; e quando un giorno l’Agenzia delle Entrate chiederà conto
di quell’importo, lo si salderà con un altro credito fittizio, e così in
avanti.
Senza cercare di
elencare le numerose norme anti-furbetto
che si sono succedute nel tempo, soffermiamoci sulle più recenti, la cui
finalità è quella di velocizzare i controlli (ma anche di favorire la
telematica e ridurre l’utilizzo della carta). Queste regole sono state introdotte
alcuni mesi fa, ma con entrata in vigore a partire dal prossimo mercoledì 1 ottobre.
Già oggi tutti i
contribuenti dotati di partita IVA sono tenuti ad elaborare per via telematica
i propri modelli F24, agganciandoli ad un proprio conto corrente: o tramite i
servizi di home banking adottati
dalla propria banca di fiducia, o sfruttando i servizi telematici dell’Agenzia
delle Entrate (Fisconline o Entratel)
previa la procedura di identificazione e autenticazione.
I contribuenti
privi di partita IVA, invece, possono come alternativa stampare un modello F24 cartaceo e presentarlo agli
sportelli di qualsiasi banca, ufficio postale oppure di Equitalia.
Da
ottobre, però, l’utilizzo del cartaceo sarà fortemente limitato: infatti ogni
qual volta nel modello ci sarà una compensazione di qualsiasi importo, oppure
allorché le somme da pagare eccedono i mille euro, la strada cartacea sarà
sbarrata e diventerà obbligatorio ricorrere alla soluzione telematica.
Ma non solo: per
tutti i contribuenti (con o senza partita IVA), quando si vorrà utilizzare un
modello F24 a saldo zero - in cui
cioè debiti e crediti si compensano completamente – anche l’home banking sarà
inutilizzabile: la via obbligata sarà
quindi ricorrere ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Se il
contribuente è poco avvezzo all’uso del computer e non se la sente di agire in
prima persona, può delegare un
commercialista o un altro intermediario abilitato affinché paghi al posto
suo: in tal caso l’addebito andrà sul conto corrente di quest’ultimo.
Ovviamente, però, non solo bisognerà rimborsarlo ma anche pagargli il servizio.
Infine, un piccolo consiglio. Se siete abituati
all’home banking e non avete voglia di ricorrere ai servizi telematici
dell’Agenzia delle Entrate, fate una cosa semplicissima: non compilate mai più
modelli F24 a saldo zero. Non utilizzate subito tutto il credito a vostra
disposizione e lasciate un piccolo debito da pagare, magari un euro o
addirittura un centesimo, cosicché
niente vi potrà impedire di continuare a utilizzare il caro, vecchio home
banking. E quel tot di credito non sfruttato questa volta resterà serbato nel
cassetto, pronto a tornare utile alla prossima occasione.
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