Qualche tempo fa
abbiamo inaugurato il blog con una panoramica sulla normativa fiscale a
proposito dei familiari a carico. Un
nostro lettore, che si occupa di buste-paga per la sua azienda, ci ha chiesto
di ritornare sull’argomento per evidenziare un problema da lui riscontrato
nella pratica quotidiana: l’errata convinzione di molti dipendenti (ma il
discorso vale anche per i pensionati) che i fatti della propria famiglia
riguardino solo loro.
Non è così! Il matrimonio (o la fine di esso) oppure
la nascita di un figlio può incidere
pesantemente sul carico fiscale dei contribuenti. E se volete una busta-paga
più pesante, è bene che il vostro sostituto d’imposta conosca alla perfezione data di nascita, codice fiscale e
situazione reddituale di tutti i vostri familiari a carico.
Un altro aspetto
segnalato dal nostro lettore è la situazione che si presenta quando magari la
moglie del dipendente risulta inizialmente a carico del marito in quanto priva
di reddito, ma in un secondo momento anche lei comincia a lavorare. Va
ricordato che il limite annuale di € 2.840,51 riguarda i redditi lordi
percepiti nell’intero anno solare, dal 1 gennaio al 31 dicembre; perciò, se a
gennaio la moglie è disoccupata e a ottobre inizia a lavorare con uno stipendio
di € 1.000 lordi al mese, il reddito annuale è di € 3.000 e la detrazione non spetta. Spesso,
invece, il dipendente pensa che gli spetti perlomeno in proporzione ai mesi in
cui ella era disoccupata.
La comunicazione
al datore di lavoro si presenta una volta sola e quanto denunciato rimane
valido anno dopo anno; naturalmente, però, in caso di successive variazioni come la nascita di un figlio o la separazione
dal coniuge, occorre presentare una rettifica.
Certo, è pur
vero che quanto avviene in sede di detrazioni sulle buste-paga o sulle pensioni
è comunque costituito da calcoli
provvisori e che in sede di dichiarazione dei redditi si tirano le fila e,
se avete diritto ad uno sconto fiscale, quello vi arriverà tutto insieme; ma perché aspettare fino all’estate
dell’anno successivo quando si può cominciare a percepire i benefici fiscali
mese dopo mese?
Collegato a
questo discorso, c’è anche quello del cambio
di residenza. Fra le tasse da pagare, c’è anche un addizionale all’imposta
sul reddito del cui gettito fruisce il Comune. Perciò, se vi spostate da un
Comune all’altro, dovete informare il datore di lavoro o lui continuerà a buon
diritto ad applicarvi le imposte secondo le regole applicabili alla vecchia
residenza.


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