venerdì 19 settembre 2014

La tua famiglia? Parlane con il sostituto d'imposta!



Qualche tempo fa abbiamo inaugurato il blog con una panoramica sulla normativa fiscale a proposito dei familiari a carico. Un nostro lettore, che si occupa di buste-paga per la sua azienda, ci ha chiesto di ritornare sull’argomento per evidenziare un problema da lui riscontrato nella pratica quotidiana: l’errata convinzione di molti dipendenti (ma il discorso vale anche per i pensionati) che i fatti della propria famiglia riguardino solo loro.



Non è così! Il matrimonio (o la fine di esso) oppure la nascita di un figlio può incidere pesantemente sul carico fiscale dei contribuenti. E se volete una busta-paga più pesante, è bene che il vostro sostituto d’imposta conosca alla perfezione data di nascita, codice fiscale e situazione reddituale di tutti i vostri familiari a carico.
Un altro aspetto segnalato dal nostro lettore è la situazione che si presenta quando magari la moglie del dipendente risulta inizialmente a carico del marito in quanto priva di reddito, ma in un secondo momento anche lei comincia a lavorare. Va ricordato che il limite annuale di € 2.840,51 riguarda i redditi lordi percepiti nell’intero anno solare, dal 1 gennaio al 31 dicembre; perciò, se a gennaio la moglie è disoccupata e a ottobre inizia a lavorare con uno stipendio di € 1.000 lordi al mese, il reddito annuale è di € 3.000 e la detrazione non spetta. Spesso, invece, il dipendente pensa che gli spetti perlomeno in proporzione ai mesi in cui ella era disoccupata.
La comunicazione al datore di lavoro si presenta una volta sola e quanto denunciato rimane valido anno dopo anno; naturalmente, però, in caso di successive variazioni come la nascita di un figlio o la separazione dal coniuge, occorre presentare una rettifica.
Certo, è pur vero che quanto avviene in sede di detrazioni sulle buste-paga o sulle pensioni è comunque costituito da calcoli provvisori e che in sede di dichiarazione dei redditi si tirano le fila e, se avete diritto ad uno sconto fiscale, quello vi arriverà tutto insieme; ma perché aspettare fino all’estate dell’anno successivo quando si può cominciare a percepire i benefici fiscali mese dopo mese?



Collegato a questo discorso, c’è anche quello del cambio di residenza. Fra le tasse da pagare, c’è anche un addizionale all’imposta sul reddito del cui gettito fruisce il Comune. Perciò, se vi spostate da un Comune all’altro, dovete informare il datore di lavoro o lui continuerà a buon diritto ad applicarvi le imposte secondo le regole applicabili alla vecchia residenza.

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