venerdì 20 marzo 2015

Le regole della previdenza integrativa



Abbiamo chiarito in linea generale che cos’è la previdenza integrativa, ma abbiamo segnalato en passant che, ferma restando la libertà contrattuale delle parti, esistono numerosi paletti che tutti i piani individuali pensionistici devono rispettare per garantire il rispetto delle finalità sociali del cosiddetto “secondo pilastro” previdenziale.
Vediamo dunque di capirne di più, rinviando tuttavia ai dettagliatissimi prospetti informativi delle società bancarie e assicurative per maggiori dettagli. 


Innanzitutto, la contribuzione volontaria del cittadino non può essere imposta: gli deve essere lasciata libertà di decidere quanto e quando versare, e anche di modificare queste scelte in qualsiasi momento. Pertanto, potrà essere consentito, per fare un esempio, di versare cento euro al mese e magari, se in seguito gli affari vanno male, ridurre tale cifra a cinquanta o magari sospendere del tutto e riprendere in un altro momento.
In secondo luogo, il contribuente può decidere in ogni momento di cambiare compagnia (purché siano trascorsi almeno due anni dalla sottoscrizione della polizza). In tal caso, l’intero montante maturato fino a quel momento verrà trasferito alla nuova società senza alcun onere per il cittadino.
In terzo luogo, non è previsto in automatico alcun trattamento di reversibilità a favore del vedova o vedova o altri soggetti: questa è semmai un’opzione che le compagnie possono prevedere e i contributori possono liberamente sottoscrivere o meno (ma la conseguenza è un aumento dei costi a favore della compagnia).


Ancora: al momento di andare in pensione il cittadino può scegliere che gli venga conferito immediatamente un importo pari a non più del 50% del montante contributivo maturato (o perfino del 100%, in casi molto particolari), lasciando che dunque solo la parte restante sia utilizzata per il calcolo della pensione mensile.
Va anche segnalato che si può scegliere di continuare a versare contributi anche dopo essere andati in pensione con il sistema pubblico; in tal caso, si potrà godere di un assegno integrativo per meno anni ma per importi più sostanziosi (dato che aumenta il montante e si riducono gli anni di fruizione).
Ma può il contribuente cambiare idea e ritirare quanto versato prima del tempo insieme al rendimento maturato nel frattempo? La risposta è: in parte. Poiché lo scopo è anche quello di evitare che il cittadino si mangi tutto prima di arrivare alla vecchiaia con la conseguenza che sarà poi lo Stato a doverlo mantenere con l’assegno sociale, le anticipazioni sul montante sono consentite solo entro precisi limiti: si può chiedere in qualsiasi momento fino al 75% del montante per fronteggiare le spese sanitarie dovute a gravissime patologie o infortuni proprie, del coniuge o dei figli; fino al 75% del montante per acquisto o ristrutturazione della prima casa per i medesimi soggetti, ma solo se la sottoscrizione è avvenuta da almeno otto anni; fino al 30% del montante se non ricorrono i motivi appena descritti, ma anche qui solo se sono decorsi almeno otto anni dalla sottoscrizione. Anche qualora ricorrano nel tempo più motivi, la somma di tutti i prelievi non può mai superare il 75%; è comunque consentito ripristinare in tutto o in parte gli importi prelevati eseguendo delle contribuzioni straordinarie.



E se il sottoscrittore dovesse abbandonare questa valle di lacrime prima di arrivare alla pensione? L’intero montante maturato fino a quel momento sarà liquidato a favore degli eredi legittimi, o di eventuali altri beneficiari indicati liberamente dal defunto all’atto della sottoscrizione della polizza.
Infine, quanto costa una pensione complementare? Qui davvero non possiamo approfondire, poiché si tratta di confrontare le condizioni proposte dai tanti soggetti che operano sul mercato. In generale, ci saranno compensi detratti dal rendimento che matura via via, oppure commissioni da pagare per situazioni particolari come il riscatto anticipato.


Possiamo però riprendere il consiglio dato all’inizio: le compagnie devono fornire dei prospetti informativi molto chiari e dettagliati; ebbene, leggeteli, leggeteli sempre e leggeteli fino in fondo, e fate confronti fra le diverse opzioni; e se proprio vi ritenete inadatti a fare in prima persona queste analisi, rivolgetevi ad un consulente finanziario o a un’associazione di consumatori. Se firmate qualcosa senza esservi informati a dovere, poi non potete lamentarvi con altri se non con voi stessi.
Nel prossimo articolo concluderemo il nostro piccolo tour previdenziale andando infine a spulciare gli aspetti fiscali.

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