martedì 3 marzo 2015

Cinque per Mille



Dopo aver scoperto i segreti dell’Otto per Mille e in attesa di approfondire il discorso sull’ultimo nato, il Due per Mille, vediamo oggi di saperne di più sul “fratello di mezzo”, il Cinque per Mille, in vigore in Italia da ormai una decina di anni.
Anche in questo caso si parla dello 0,5% dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, e non concerne dunque nessun altro genere di tributo. Si tratta di un versamento puramente facoltativo: infatti chi non esprime alcuna scelta lascia che il gettito erariale della propria imposta sul reddito rimanga tale.
Chi invece decide di scegliere ha di fronte a sé una raffica di opzioni, pari addirittura a svariate migliaia. Infatti, la principale critica rivolta al meccanismo del Cinque per Mille è proprio l’enorme numero di beneficiari, tale da sparpagliare le risorse fra così tanti soggetti che la maggior parte di loro riceve importi molto modesti quando non addirittura nulli.
L’istituto prevede due livelli di scelta: la categoria e il singolo beneficiario. Il contribuente può infatti limitarsi a scegliere una delle sei tipologie di beneficiari, e in tal caso il suo Cinque per Mille sarà ripartito fra tutti gli iscritti della categoria in proporzione alle scelte espresse; oppure può individuare all’interno del raggruppamento uno e un solo beneficiario, indicandolo con il suo codice fiscale.



Quali sono le sei categorie previste dalla normativa attuale? In ordine di elencazione:
1)      Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, della beneficenza, dell’istruzione, della formazione, dello sport dilettantistico, della tutela, promozione e valorizzazione dei beni d'interesse artistico e storico ivi comprese le biblioteche, della tutela e valorizzazione della natura  e  dell'ambiente (esclusi raccolta e riciclaggio rifiuti), della promozione della cultura e dell'arte, della tutela dei diritti civili, della ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
2)      Finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;
3)      Finanziamento della ricerca sanitaria;
4)      Finanziamento a favore di organismi privati delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
5)      Sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza;
6)      Sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
Come è facile comprendere, i confini fra le varie categorie non sono sempre nettissimi, perciò bisogna adottare una certa attenzione per individuare le modalità di indicazione del beneficiario di proprio gradimento. Oltretutto, il rischio di sbagliare codice fiscale è assai elevato.
Comunque, quali sono le scelte più seguite dagli italiani? Gli ultimi dati definitivi che possediamo riguardano le dichiarazioni presentate nel 2013 con riferimento ai redditi 2012. A livello di categoria vincono le associazioni aderenti alla prima categoria quelle più premiate, seguite dal finanziamento della ricerca sanitaria. A livello di beneficiari, a trionfare è ormai da anni Emergency, seguita da Medici Senza Frontiere, A.I.R.C., Unicef, A.I.L., A.C.L.I. e A.U.S.E.R.

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