Dopo aver scoperto
i segreti dell’Otto per Mille e in attesa di approfondire il discorso
sull’ultimo nato, il Due per Mille, vediamo oggi di saperne di più sul
“fratello di mezzo”, il Cinque per Mille,
in vigore in Italia da ormai una decina di anni.
Anche in questo
caso si parla dello 0,5% dell’imposta
sul reddito delle persone fisiche, e non concerne dunque nessun altro
genere di tributo. Si tratta di un versamento puramente facoltativo: infatti chi non esprime alcuna scelta lascia
che il gettito erariale della propria imposta sul reddito rimanga tale.
Chi invece decide
di scegliere ha di fronte a sé una
raffica di opzioni, pari addirittura a svariate migliaia. Infatti, la
principale critica rivolta al meccanismo del Cinque per Mille è proprio l’enorme numero di beneficiari, tale da
sparpagliare le risorse fra così tanti soggetti che la maggior parte di loro
riceve importi molto modesti quando non addirittura nulli.
L’istituto prevede
due livelli di scelta: la categoria e il singolo beneficiario. Il contribuente può infatti limitarsi a
scegliere una delle sei tipologie di beneficiari, e in tal caso il suo Cinque
per Mille sarà ripartito fra tutti gli iscritti della categoria in proporzione
alle scelte espresse; oppure può individuare all’interno del raggruppamento uno
e un solo beneficiario, indicandolo con il suo codice fiscale.
Quali sono le sei
categorie previste dalla normativa attuale? In ordine di elencazione:
1)
Sostegno
del volontariato e delle altre organizzazioni
non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale
e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori
dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, della beneficenza, dell’istruzione,
della formazione, dello sport dilettantistico, della tutela, promozione e
valorizzazione dei beni d'interesse artistico e storico ivi comprese le
biblioteche, della tutela e valorizzazione della natura e
dell'ambiente (esclusi raccolta e riciclaggio rifiuti), della promozione
della cultura e dell'arte, della tutela dei diritti civili, della ricerca
scientifica di particolare interesse sociale;
2)
Finanziamento
della ricerca scientifica e
dell’università;
3)
Finanziamento
della ricerca sanitaria;
4)
Finanziamento
a favore di organismi privati delle attività di tutela, promozione e
valorizzazione dei beni culturali e
paesaggistici;
5)
Sostegno
delle attività sociali svolte dal Comune
di residenza;
6)
Sostegno
alle associazioni sportive
dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI che svolgono una
rilevante attività di interesse sociale.
Come è facile
comprendere, i confini fra le varie categorie non sono sempre nettissimi,
perciò bisogna adottare una certa attenzione per individuare le modalità di
indicazione del beneficiario di proprio gradimento. Oltretutto, il rischio di
sbagliare codice fiscale è assai elevato.
Comunque, quali
sono le scelte più seguite dagli italiani? Gli ultimi dati definitivi che
possediamo riguardano le dichiarazioni presentate nel 2013 con riferimento ai
redditi 2012. A livello di categoria vincono le associazioni aderenti alla
prima categoria quelle più premiate, seguite dal finanziamento della ricerca
sanitaria. A livello di beneficiari, a trionfare è ormai da anni Emergency, seguita da Medici Senza
Frontiere, A.I.R.C., Unicef, A.I.L., A.C.L.I. e A.U.S.E.R.



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