Se il versamento
del canone RAI rappresenta uno dei
momenti meno amati dell’annata fiscale del contribuente italiano, non tutti
sanno che ormai da diversi anni le persone più anziane possono chiedere di
essere totalmente esentate
dall’odiato balzello.
E’ necessario aver
compiuto i 75 anni di età entro la
scadenza di legge (e cioè entro il 31 gennaio) e avere avuto nell’anno
precedente un reddito annuale lordo
non superiore a € 6.713,98. In
questo computo rientrano tutti i redditi soggetti alla normale IRPEF o alle sue
imposte sostitutive (per esempio gli interessi sul conto corrente) nonché i
redditi percepiti all’estero. Non rilevano, invece, il reddito catastale
sull’abitazione principale, il TFR e gli altri redditi soggetti a tassazione
separata, nonché i redditi esenti da imposte.
E se il
contribuente vive insieme ad altre persone? I requisiti sono stringenti: il
limite di € 6.713,98 non deve essere superato sommando il reddito proprio e
quello del coniuge, mentre gli eventuali ulteriori conviventi non
devono possedere redditi propri.
Qualora il
cittadino ritenga di possedere tutte le condizioni, può redigere
l’apposito modulo e presentare la richiesta di esenzione ad un qualunque
ufficio territoriale dell’Agenzia delle
Entrate. La domanda si presenta una volta sola e assume valore anche per
gli anni successivi, purché ovviamente i requisiti siano mantenuti nel tempo.
E se ce ne
accorgiamo troppo tardi? Niente paura: è possibile chiedere il rimborso del canone RAI pagato
erroneamente negli anni in cui vigevano le condizioni di esenzione, anche se i
tempi per i rimborsi fiscali sono sempre molto lunghi.


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